ciao ciao amico faro

Ciao, ciao amico faro, Sophie Blackall (Fatatrac)

Con questo albo, Sophie Blackall torna a vincere la Caldecott Medal (massima onorificenza  per gli albi illustrati negli Stati Uniti) dopo soli tre anni (aveva vinto nel 2016 con “La vera storia dell’orso Winnie”).

Sembrerebbe un testo divulgativo su come funzionavano i fari quando erano gestiti dagli uomini.

Ma è molto di più. La storia dei suoi abitanti diviene poetica corredata com’è da illustrazioni dettagliate ed emozionanti.

L’Autrice ci porta per mano nella quotidianità del faro come nelle occasioni straordinarie.

Ci sembra di pulire la lente della lampada, di caricare il meccanismo,  versiamo olio sullo stoppino, scriviamo il diario, attendiamo i rifornimenti , suoniamo la campana antinebbia, salviamo i naufraghi dalla tempesta, ridipingiamo piccole stanze rotonde e muri esterni, scrostiamo il ghiaccio dalle finestre della lanterna  mentre si pesca, si mangia, ci si ammala, nascono bambini, passano iceberg e balene.

Una vita piena in un piccolo spazio che domina un’immensità d’acqua.

Il faro rimane un monumento di una vita dura ma potente. Viene voglia di andarci ad abitare in un faro così, proprio ora che è tutto meccanizzato e non sono più abitati.

In appendice le curiosità: scopriamo che tra i guardiani dei fari molte erano donne, che c’erano biblioteche dei fari, piccoli armadietti pieni di libri che passavano da un faro all’altro. Alcuni guardiani coltivavano giardini tra le rocce, lavoravano a maglia e ricamavano oppure costruivano modellini di navi o fari.  E ci si viveva con moglie e figli: anche 11!

Se ancora non amate i fari con quest’albo ve ne innamorerete!

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