Il fiore perduto dello sciamano di K, Davide Morosinotto (Mondadori)

Ecco un bel romanzo d’avventura, perfetto per il tempo disteso delle vacanze.

Dall’autore de Il Catalogo Walker & Down (premio Andersen 2017 miglior libro oltre i 12 anni), una nuova storia ambientata tra Perù e Amazzonia alla ricerca di un fiore con poteri magici.

Siamo nel 1986, Laila, giovane ragazzina figlia di un diplomatico finlandese, viene ricoverata all’ospedale neurologico di Lima per avere una diagnosi sulla malattia degenerativa che l’affligge. Lì conosce El Rato, un coetaneo che non sembra essere malato ma che di fatto abita nell’ospedale. Quando giungeranno i risultati degli accertamenti e Laila scoprirà per caso di non avere speranze, i due ragazzi decideranno di fuggire insieme sulle tracce di uno studioso che era alla ricerca di un fiore dai grandi poteri curativi, coltivato e protetto dallo Sciamano di K, custode di un’antica tribù dell’Amazzonia.

Il viaggio non sarà facile, saranno ostaggi di Sendero Luminoso, l’organizzazione antigovernativa del Perù, finiranno per farsi traghettare sul Rio delle Amazzoni da pericolosi narcotrafficanti. Ma nasceranno amicizie sincere che aiuteranno la coppia a portare a termine la missione.

Il libro è un viaggio di crescita che non sarà indolore ma porterà i due protagonisti a fare una scelta consapevole da cui trarre gioia e conforto.

Il fiore di K è qualcosa di più di una pianta, è un viaggio che permetterà ai ragazzi di cogliere una spiritualità in accordo con il cosmo, di sentirsi connessi con ogni essere vivente: vedranno e sentiranno cose che daranno loro una nuova visione della vita e della morte. Al loro ritorno niente sarà come prima, tranne il profondo legame che lega i due ragazzi.

Il romanzo va oltre il genere di avventura. È pieno di vita, paura, dolore, gioia, amore, amicizia, speranza, bellezza, natura e fiducia.
Buona lettura!

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